L'ALTERNATIVA:
• LA NOSTRA PROPOSTA PER PARMA

• LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO

 

.: LA NOSTRA PROPOSTA PER PARMA :.

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1 ) - L'ALTERNATIVA SECONDO LO STUDIO DI FATTIBILITA' “RIFIUTI-ENERGIA PARMA”

CONTENUTO DEL PDF

Con la relazione tecnica odierna presentiamo una analisi sui numeri che evidenzia l'insufficienza di materiali per poter giustificare la costruzione di un inceneritore a Parma.

Queste conclusioni portano in estrema sintesi al raffronto tra produzione di rifiuti indifferenziati non riciclabili e ceneri pesanti in uscita dall'inceneritore.
A fronte di una necessità di trattamento di 26 mila tonnellate di indifferenziato, escono dal forno circa 39 mila tonnellate di scorie.

Non ci soffermeremo ulteriormente sui numeri, non è infatti una disquisizione di cifre che modifica il quadro generale, che appare ormai chiaro. Si tratta di optare per una gestione dei rifiuti che miri al riciclo e non al trattamento.
Con le moderne tecnologie meccaniche a freddo la gestione dei rifiuti viene orientata al corretto recupero dei materiali riducendo in modo significativo la frazione di scarto.
Correttamente impostata, la raccolta e la gestione dei materiali scartati porta a trasformali in risorse riutilizzabili, recependo correttamente la normativa europea.

Va evidenziato infine che l'applicazione di pratiche corrette di gestione comporta una notevole diminuzione della produzione dei rifiuti, considerata dall'Unione Europea la prima e più importante azione da adottare.
Il passo successivo è quello di verificare ed implementare tutte quelle pratiche che portano ai risultati sovraesposti, modificando le impostazioni fin qui adottate, che non consentono una corretta gestione dei rifiuti.

E' per questo obiettivo che il Coordinamento continuerà a battersi in tutte le sedi opportune.

 

2 ) - ANALISI DI FATTIBILITA' “RIFIUTI-ENERGIA PARMA” | RELAZIONE TECNICA DI SINTESI

3 ) - PROPOSTA OPERATIVA

visualizza la brochure che abbiamo inviato a tutte le famiglie di parma

 

.: LA STRATEGIA "RIFIUTI ZERO" :.
(vedi anche > video della Serata al Teatro Due)

Si tratta di un INSIEME DI COSE, di azioni (rivoluzioni) intrecciate
che non è sempre facile da spiegare a chi vi si accosta per la prima volta.

La strategia è stata spiegata alla perfezione durante la setata al Teatro Due, direttamente dal suo inventore, Paul Connett,
docente di chimica alla St.Lawrence University, New York
.
Serata a cui, invitati, i nostri amministratori non si sono degnati di venire...

Per riassumerla vi sono, in sintesi, 3 ATTORI PRINCIPALI:

L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA > che deve offrire ai cittadini una concreta possibilità di riciclo, con una raccolta differenziata fatta bene, comoda da fare,
e aggiungendo l'incentivo della tariffa puntuale (=se ricicli di più sei premiato:
paghi di meno). Dall'altra parte, le leggi e le tasse devono indirizzare:

L'INDUSTRIA > a progettare meglio i propri prodotti, riducendo gli imballaggi, rendendo i prodotti riutilizzabili, sostituibili in parte senza gettare via l'oggetto intero, e smembrabili nei suoi materiali una volta terminato l'uso, per poterli riciclare. (Si aggiungono a ciò tante altre cose, utilizzo di materiali piuttosto che altri, metodi produttivi meno impattanti sull'ambiente, ecc..)

NOI CITTADINI > dobbiamo contribuire, alla fine, con una raccolta differenzata responsabile, ma partendo, all'inizio, dal modificare i nostri stili di vita, con meno consumismo, acquisti più responsabili e ragionati (comprare i prodotti con meno imballaggio, possibilmente sfusi, no all'usa-e-getta, ecc...)

 

.: SERATA A TEATRO DUE - CONNETT CI SPIEGA "RIFIUTI ZERO" :.

Paul Connett alla conferenza Rifiuti Zero a Parma

link • http://www.youtube.com/watch?v=2kk1kjjGMOk&feature=PlayList&p=8F362A3C0076D567&playnext_from=PL&playnext=1&index=1

 

Paul Connett a Parma - Le alternative agli inceneritori - Pte 1

link • http://www.youtube.com/watch?v=RHbhbdDnJ8I&feature=PlayList&p=8F362A3C0076D567&playnext_from=PL&playnext=1&index=3

 

Paul Connett a Parma - Le alternative agli inceneritori - Pte 2

link x diffusione • http://www.youtube.com/watch?v=sb_WyV1moeQ&feature=related

.: L'alternativa in 3 mosse: RIDUZIONE > RICICLO > ESTRUSIONE :.

Mossa numero 1: RIDUZIONE

In questi anni, invece che diminuire, la produzione pro capite dei rifiuti è in aumento.
Com'è possibile,
di fronte alle politiche per incentivare la raccolta differenziata?
Qualcosa non funziona.

In strada ci sono ancora i cassonetti, dove tutti possono buttare di tutto, anche quei materiali come carta e plastica che dovrebbero prendere la via del riciclo.
Nei comuni (alcuni anche nella nostra provincia!) dove i cassonetti sono stati eliminatie sostituiti dai contenitori della raccolta porta a porta, la differenziata è schizzata all'80%!!!
Non si vuole migliorare anche da noi?
Noi la domanda l'abbiamo posta, ma la risposta non è arrivata.

A questo vogliamo anche aggiungere, a monte, un "acquisto responsabile" da parte di ognuno di noi:
tra due prodotti simili, perchè non preferire quello che ha meno imballaggio di scarto?
O in cui si separano meglio i componenti?
O perchè, addirittura, non iniziare a comprare il latte e i detersivi alla spina?

Quello che vorremmo fare capire è che tutto può essere riciclabile, e soprattutto: tutto DEVE essere riciclabile. Il rifiuto infatti è un errore di progettazione

Cosa significa? Che per completare davvero il ciclo virtuoso dei rifiuti bisogna agire sulla produzione dei beni e impedire alle industrie di concepire e produrre materiali NON RICICLABILI. Solo così riusciremo ad arrivare davvero a Rifiuti Zero.

La politica deve fare la sua parte e promuovere iniziative legislative che obblighino le industrie ad interrompere la produzione dei materiali non riciclabili per arrivare ad una esclusiva produzione di materia facilmente riciclabile.

In questo modo tutto quello che arriva ai consumatori diventa facilmente recuperabile come materia prima seconda dalla quale ricavare di nuovo prodotti.

E' la strada che da anni è stata intrapresa con il vetro, che può essere riciclato innumerevoli volte.

Chi butterebbe oggi del vetro nel cassonetto?
Perché ancora lo facciamo con la plastica?

Tutte le plastiche devono diventare completamente riciclabili e riutilizzabili “n” volte dall'industria di produzione.

Con vantaggi per tutti:

• Economici perché questi materiali costano meno della materia vergine,

• Ambientali perché riciclando i materiali si utilizza meno energia, si inquina di meno l'ambiente, non si brucia nulla.

• Sanitari perché la materia non viene trasformata dagli inceneritori in nano particelle che noi respireremmo nell'ambiente circostante.

• Culturali perché finalmente riusciremmo a trasmettere ai cittadini il concetto di risparmio delle energie e delle materie, il concetto di ambiente finito e fragile, il concetto della responsabilità sociale di tutti davanti al resto del mondo.

I nostri piccoli gesti quotidiani possono cambiare il mondo!

 

Mossa numero 2: RICICLO


Carta, cartone, plastica, vetro, metalli, umido: le materie recuperabili sono una risorsa.

buttarli nei cassonetti è come gettare denaro nella pattumiera.

Altre frazioni inoltre possono essere recuperate: il tessile, le calzature, ecc...
Solamente togliendo tutte queste materie, il rifiuto che rimane può già ridursi di oltre l'80%.

 

Mossa numero 3: L'ESTRUSORE

Una volta che siamo diventati bravi e che la raccolta differenziata è a pieno regime, rimane una quota di rifiuti indifferenziati: si tratta del cosiddetto "secco" residuo.
Questo rifiuto può essere trattato ulteriormente per togliere i materiali recuperabili che ci sono cascati dentro, attraverso una selezione meccanica che recupera ancora le plastiche e gli altri materiali che erroneamente sono stati conferiti nell'indifferenziato.

Con questa selezione se ne va, come recupero di materia, il 50% del rifiuti secco residuo, la prova che anche nell'indifferenziato residuo c'è ancora una quota importante di materia recuperabile.

Questo materiale viene poi trattato dall'estrusore: un macchinario che omogeneizza per sfregamento il materiale residuo (che è composto in massima parte ancora da plastiche) per farne uscire una sabbia sintetica che viene poi venduta al comparto delle costruzioni e dei manufatti plastici: guadagnandoci.


In 3 mosse abbiamo ridotto sino al 98% i rifiuti.

La piccolissima parte che rimane > è una briciolina di materia stabile (=non fa più reazioni nè odori) che, per questo, possiamo tranquillamente accantonare.

La differenza?

Questa minima parte è enormemente inferiore ai residui che produce un inceneritore,

che oltre ad essere molti di più, non sono residui stabili ma instabili e tossici,
per cui pericolosi e con un costo elevatissimo di smaltimento,
e necessitano di discariche speciali perché talmente inquinati
che nessuno in Italia è in grado di trattarli

e devono prendere (a spese nostre) la via della Germania.


Un'alternativa migliore c'è,
in 3 mosse di buon senso e di buona amministrazione,
che attendono buoni amministratori
per rendere operativo anche a Parma un modello
che si sta già ampiamente diffondendo.

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.: TESTIMONIANZE CONCRETE:.

CAPANNORI > I primi ad adottare la strategia Rifiuti Zero in Italia

Raccolta differenziata rifiuti: Il modello Capannori

link x diffusione • http://www.youtube.com/watch?v=9ZLSEM8I20A

 

COMUNI CHE HANNO GIA' UN CENTRO DI RICICLO:

• VEDELAGO (TREVISO)

• COLLEFERRO (ROMA)

• TERGU (SARDEGNA)

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.: IL TRATTAMENTO MECCANICO A FREDDO :.

TGR Ambiente Italia > Centro Riciclo Vedelago: come fare a meno di inceneritori e discariche

Sito ufficiale del Centro Riciclo di Vedelago

Video > Entra a visitare il centro

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.: ESTRUSORE :.
.: DI COSA PARLIAMO?
:.

A valle di una raccolta indifferenziata efficiente, che vuole dire come minimo che l'80% dei rifiuti vengono portati a riciclo e riuso, il progetto alternativo prevede una macchina chiamata estrusore ed un processo certificato dall'Università di Padova: vediamo com'è fatto.

La frazione residua secca (“secco” significa che la parte umida è stata già separata grazie alla raccolta dell'organico) viene ulteriormente selezionata per recuperare materiali riciclabili erroneamente introdotti (metalli, carta, plastiche, tessuti...)

La parte residua che rimane dopo questa selezione viene introdotta nell'impianto di estrusione.

La macchina, attraverso un processo di omogeneizzazione che prevede una triturazione e poi uno sfregamento meccanico dei materiali (quindi senza alcuna combustione e con temperatura di circa 150 gradi), produce in uscita un granulato a base plastica stabile, nella forma di un salsicciotto sanificato che viene poi raffreddato e macinato in due misure.
• La più grossolana ne fa una materia utilizzata nello stampaggio di plastiche nella produzione di mattonelle, barriere stradali, dossi riduci velocità.
• La più fine viene venduta al comparto edilizio, che la utilizza nella produzione di calcestruzzi, che risultano, con l'apporto di questa sabbia sintetica al posto della sabbia naturale, più resistenti, elastici e leggeri rispetto ai laterizi tradizionali.

La tecnologia di estrusione è stata messa a punto al Centro Riciclo Vedelago,
una società privata che dal 1999 è in grado di generare utili senza alcuna sovvenzione pubblica, azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti per un bacino di oltre 1 milione di utenze in Veneto.
Questa procedura è esportabile ovunque ed ha la peculiarità di potersi adattare secondo le necessità del territorio di utilizzo. Anche i costi di realizzazione sono piuttosto interessanti.
Si è calcolato che un centro riciclo tarato sulle esigenze del territorio della nostra Provincia abbia un costo che non supera i 10 milioni di euro.

Anche sul fronte del rientro dei capitali la soluzione Vedelago permette un piano economico non indifferente:
in 3 anni l'impianto è in grado di pagarsi l'investimento e di arrivare all'utile.

Sul fronte emissioni il match estrusore contro inceneritore non comincia neppure.
Il centro riciclo non possiede camino perché non brucia nulla.
Meglio ripetere il concetto: non brucia nulla.
Ciò che esce dalle sue lavorazioni a freddo è materia riciclabile reimmessa nel ciclo produttivo in un cerchio che continuamente si chiude, e che può non avere fine.
La materia, una volta utilizzata, torna a essere materia da utilizzare un'altra volta.

I rifiuti, trattati a freddo, non producono alcuna sostanza tossica,
non ci sono fumi ne emissioni in atmosfera, il bilancio ecologico prima e dopo trattamento è uguale a zero, perché qui si “trattano” i rifiuti, non si “bruciano”. La materia rimane tale e non viene trasformata, come ad esempio fa l'inceneritore, che trasforma i rifiuti dallo stato solido a quello gassoso, andando semplicemente a spostare il problema dal suolo all'aria che respiriamo.

L'estrusione quindi è una delle soluzioni possibili, per gestire l'ultima parte residua, fattibile oggi.
E' quella al momento più studiata, ed impianti similari a quello attivo a Vedelago sono già in funzione in Sardegna (Tergu) ed in Lazio (Colleferro).

Questi centri hanno inoltre il merito di gestire in casa i propri rifiuti chiudendo quel cerchio che invece l'inceneritore non è in grado di fare, avendo bisogno comunque di una discarica di servizio per seppellire le proprie ceneri e scorie prodotte (30% dei rifiuti in entrata).
Una discarica che anche Enia prevede nel suo piano e considera indispensabile
, con tanti saluti all'affermazione che con gli inceneritori non ci vorranno più le discariche.
Ci si domanderà allora.
Come mai a Parma nessuno analizza questa proposta e invece tutti corrono verso l'inceneritore a occhi bendati?
Probabilmente gli interessi economici che sottostanno a un progetto da 180 milioni di euro che sottrae alla gestione pubblica il trattamento dei rifiuti è preferito ad un altro che invece rimette nelle mani dei cittadini queste risorse, ma che sottrae potere e soldi ai soliti noti.

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