Il 31 dicembre 2011 dovrebbe sorgere a Ugozzolo (solo 4 km dal centro)
un inceneritore di rifiuti, ma molti si oppongono... perché?
«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» (ricordate la legge di conservazione della massa, enunciata nel XVIII secolo da Antoine
Lavoisier?), significa che in una reazione chimica la massa iniziale è esattamente uguale alla massa finale.
Questo per spiegarvi come funzionerà l'inceneritore: se bruceremo 130.000 tonnellate l'anno di rifiuti (questa la taratura del nuovo inceneritore), usciranno 130.000
tonnellate l'anno di scarti, composti da:
• fumi e polveri di scarico che andranno in atmosfera (con un
raggio di ricaduta di 30 km),
• ceneri nocive che andranno in discariche speciali (altro che eliminazione delle discariche!)
• acque
di scarico inquinate che comprometteranno falde e terreni.
Il trattamento dei fumi con additivi e l'ossigeno usato
per la combustione aumentano il bilancio degli scarti e la loro massa finale.
Quindi,
l'inceneritore, NON RISOLVE il problema dei rifiuti eliminandoli, ma semplicemente li trasforma
in una composizione
chimica differente, rendendoli anche MOLTO PIU' NOCIVI dei prodotti di partenza!
I rifiuti non li vediamo più con i nostri occhi,
ma sono nell'aria e li
respiriamo con il nostro naso!
Dal camino di un inceneritore fuoriescono almeno 250 sostanze note*, tra cui:
diossine
nano polveri
nichel
anidride carbonica
particolato grossolano (PM10)
cadmio
anidride solforosa
particolato
sottile (PM2,5)
cromo
ossidi di azoto
molecole a base di carbonio
tallio
acido
cloridrico
tungsteno
rame
furani
piombo
mercurio
arsenico
zinco
*a questo elenco vanno poi aggiunte le sostanze SCONOSCIUTE,
formatesi ad altissime temperature, e di cui non si sa ancora nulla per gli effetti sull'uomo!
Le DIOSSINE, in particolare, sono tra le sostanze più velenose che esistano
(per avvelenare
un uomo adulto ne bastano pochi milionesimi di milionesimi di grammi!), si formano dalla combustione di
materiali contenenti cloro (es. PVC) tra i 300°C e i 500°C, in presenza di metalli che fungono da catalizzatori. Innalzando la
temperatura si riesce ad abbattere (ma non ad eliminare) le emissioni di diossina distruggendo la molecola (di solito si arriva anche a
1000°C);
così facendo, però, si formano altre sostanze pericolose come le NANO POLVERI
(più è alta la temperatura, più fini sono le
particelle) in grado di penetrare affondo negli alveoli polmonari, entrare nel circolo sanguigno e compromettere la struttura del DNA
cellulare con possibile formazioni di tumori o malformazioni.
E' forse un caso chenelle zone limitrofe agli inceneritori lemalattie
cardiovascolari, le malformazioni fetali, i tumori,
le leucemie infantili siano in drastico aumento rispetto alla media nazionale?
E'
forse un caso che in USA, oltre al costo degli impianti (che sono privati e in via di abbandono), si mette in preventivo anche il costo
delle spese sanitarie? Tutte queste sostanze entreranno inevitabilmente nella catena alimentare, nella frutta, nella verdura, nel
foraggio,
nell'erba che mangiano gli animali dai quali si ottengono
il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma;
Che fine faranno tutti i
marchi DOP?
Oltre a respirare questi inquinanti li mangeremo anche! (A Brescia avevano sospeso la produzione di latte perchè contenente diossina!)
Molti pensano che i filtri adoperati per purificare i fumi riescano a
trattenere tutti questi inquinanti. Non è vero! Trattengono solo una minima parte, gli scarti più grossolani, ma le polveri più fini e
dannose passano senza problemi:
NON ESISTE ancora nessun metodo
fisico o chimico per trattenerli!
Ma anche ammesso
per ipotesi che questi filtri trattengano il 100% degli inquinanti,
cosa ne facciamo dei filtri ormai pieni? Li bruciamo? Rimarranno per sempre nell'ambiente!
Forse qualcuno chiamerà gli inceneritori col nome di “termovalorizzatore” parola che l'UE ha espressamente vietato (multando pergiunta l'Italia) perché dai rifiuti non si valorizza un bel
niente, il rendimento è in passivo! (Si produce, dalla combustione di una bottiglia d'acqua in PET, 1/180 dell'energia che è stata
necessaria utilizzare per produrre la stessa bottiglia!)
In Europa la tendenza alla costruzione degli inceneritori è in declino per
soluzioni più economiche e non inquinanti!
Solo in Italia (dove gli inceneritori sono pubblici, incentivati tramite i CIP6 delle nostre
bollette e per questo multati per l'ennesima volta dalla UE!) sono in crescita, come se fosse l'unica alternativa al problema rifiuti!
Non è vero! San Francisco, Canberra, Tel Aviv (solo per dirne alcune) sono città molto più grandi di Parma e non hanno l'inceneritore, come fanno?
Semplice, applicano una politica di rifiuti zero (leggi cos'è alla pag. alternative), una raccolta differenziata spinta (che verrebbe vanificata da un
inceneritore, poiché la maggiore fonte di combustibile sarebbero proprio carta e plastica, che hanno un elevato potere calorifico)
ed il sistema del trattamento meccanico biologico (TMB) che, oltre a
recuperare più del 98% dei materiali e a costare molto meno (10 milioni, contro i 180 milioni dell'inceneritore), non inquina e crea occupazione e ricchezza!
Quindi la favola dell'inceneritore
non
conviene sotto nessun punto di vista!
Forse non meritiamo tutto questo. La Pianura Padana è considerata tra le 5 zone del
pianeta più inquinate (vedi immagine alla pagina > "parma"), dove l'aspettativa media di vita
è di 36 mesi inferiore rispetto alla media nazionale!
Le alternative ci
sono. Ma OCCORRE FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE.
Tutti siamo responsabili di ciò che accadrà.
Le affermazioni dell'oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime.
Fa riferimento a FALSIFICAZIONI di documenti utilizzati da pubbliche associazioni
per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. Per occultare le nuove fabbriche di tumori.
Credo che sia opportuno che un magistrato proceda di ufficio per accertare la verità. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
"Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale.
Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e
DENUNCIARE il fatto che sono stati MODIFICATI i risultati di studi scientifici
in documenti in uso ad associazioni pubbliche,
per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale.
Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia.
L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta.
• In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
> Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento, per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva. Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.
•
Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento.
E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente.
In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.
Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa?
Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici.
Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare.
Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.
Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale.
Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi."
Patrizia Gentilini(fonte • blogbeppegrillo.it)
Menzogne sugli inceneritori e la gente muore - Intervista a Patrizia Gentilini
link per diffonderlo • http://www.youtube.com/watch?v=mjZdoaKLhXA
Umberto Veronesi e le dichiarazioni sugli inceneritori
link per diffonderlo • http://www.youtube.com/watch?v=BAEtdVn0KYY
Bertolini (OMS) viene smentito sulla posizione espressa a Repubblica
link per diffonderlo • http://www.youtube.com/watch?v=zuapO5pBibM
Il macabro tariffario del cancrovalorizzatore del Gerbido di Torino
link per diffonderlo • http://www.youtube.com/watch?v=8ndf0QdZ4fE
COSE DA "NON CREDERE"...
ECCO PERCHE'...
Le amnesie di Vito Foà, qui lo dico e qui lo nego
Il Professor Vito Foà si è esibito qualche giorno fa in un ennesimo tentativo di sostenere l'incenerimento dei rifiuti come tecnica non invasiva e senza evidenti danni per la salute.
Gli inceneritori sono invece industrie classificate insalubri di classe 1, le più pericolose, e sono in realtà evidentemente dannose per la salute della popolazione e per l'ambiente in cui vengono impiantate.
Foà ha cercato, senza riuscirvi, di difendersi dall'accusa di aver falsificato i dati di uno studio inglese che conferma il rischio di malattie per chi abita in prossimità di questi impianti. Nella traduzione era stato inserito con furbizia un “non” che capovolgeva il senso della frase.
Egli ricade nel vizietto di citare strategicamente solo mezza frase di uno studio, in tal modo omettendo di citare i dati che correlano significativamente l’aumento dell’incidenza dei principali tumori alla vicinanza all’inceneritore.
Conosciamo altre situazioni in cui il Professor Foà ha completamente cambiato opinione anche rispetto a studi da lui stesso eseguiti
in contesti che riguardavano la produzione industriale e la salute della popolazione.
Basti citare la sua deposizione quale consulente Enichem al Processo di Porto Marghera sul disastro ambientale provocato dall'impianto.
La Procura della Repubblica di Venezia gli chiede di spiegare cosa lo aveva fatto cambiato opinione riguardo la pericolosità del cloruro di vinile monomero.
Foà aveva infatti sostenuto più volte anche con relazioni scientifiche l'assoluta pericolosità del CVM, sostanza ritenuta fortemente cancerogena anche dall'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).
La risposta di Foà fu davvero perfetta: “Non so cosa rispondere”.
Cos'era cambiato?
Che il professore era nel frattempo diventato consulente di Enichem!
Ecco quanto possono essere attendibili le affermazioni di Foà.
La letteratura medica segnala circa un centinaio di lavori scientifici a testimonianza dell’interesse che l’argomento inceneritore riveste.
Fra questi, diverse decine sono costituiti da studi epidemiologici condotti per indagare lo stato di salute delle popolazioni residenti intorno a tali impianti e/o dei lavoratori addetti e, nonostante le diverse metodologie di studio applicate ed i numerosi fattori di confondimento, sono segnalati numerosi effetti avversi sulla salute, sia neoplastici che non.
Dobbiamo continuare ancora a ribattere alle interviste e dichiarazioni di cosiddetti esperti che sono pronti a sconfessare i loro stessi risultati scientifici
pur di compiacere le grandi industrie che li hanno finanziati?
Ci sono medici e scienziati
che offrono il loro sapere ai cittadini
senza alcun guadagno
e questi ci dicono della pericolosità estrema
della pratica dell’incenerimento dei rifiuti.
Noi ci fidiamo dell’estremo rigore ed onestà di studiosi
come la Dottoressa Patrizia Gentilini,
non di chi pare svegliarsi, a giorni alterni, pro o contro gli inceneritori.
in europa da 10 anni si è ormai smesso di costruire inceneritori per adottare soluzioni migliori
La Corte europea condanna l'Italia per l'inceneritore di Brescia
..I giudici hanno inoltre ribadito che tutte le domande di nuove autorizzazioni per gli inceneritori "devono essere rese accessibili in luoghi aperti al pubblico al fine di consentire al pubblico di esprimere le proprie osservazioni prima della decisione dell'autorità competente".
Nel caso di Brescia non c'è stata una vera e propria "domanda di autorizzazione all'esercizio" per la "terza linea", ma solo una semplice "comunicazione di inizio attività". Tuttavia la Corte Ue ha stabilito che la seconda procedura è "assimilabile" alla prima ed é quindi anch'essa soggetta all'obbligo di pubblicazione, in nome del principio della trasparenza del processo di autorizzazione.
Quindi, doppia condanna per l'Italia alla Corte di giustizia europea sul caso dell'inceneritore di Brescia.
Ci auguriamo che sia di monito per gli altri impianti italiani, soprattutto per quelli che, in costruzione in regioni come la Campania, afflitte da una durevole emergenza rifiuti, hanno avuto accesso a procedure semplificate al punto di poter eludere la Valutazione di Impatto Ambientale, come nel caso di Acerra.
gli impianti di incenerimento sono stati dichiarati "fuori legge" per gli effetti dannosi sulla salute dei cittadini
SAN FRANCISCO: sta diventanto la città pilota nell'utilizzo della STRATEGIA RIFIUTI ZERO (vedi approfondimenti alla pagina > L'alternativa)
.: EFFETTI > SUI BAMBINI :.
Un esempio preoccupante: il caso di FORLì
link x diffusione • http://www.youtube.com/watch?v=P_VwHNA1iA0
Gli inceneritori fanno crescere la mortalità nei bambini
La notizia sconvolgente ma prevedibile arriva dall'Inghilterra,
e precisamente da uno studio dell'UK
Health Reserch sulla mortalità infantile. (http://www.ukhr.org/incineration/kirklees.pdf)
La salute umana è messa in pericolo dalla presenza degli inceneritori, ed in particolare è la vita dei
bambini quella più a rischio. Ci troviamo nei distretti circostanti l'inceneritore di Kirklees, un
impianto a griglia costruito dalla multinazionale Sita a Dalton, che tratta136.000 tonnellate di rifiuti
all'anno, nella regione dello Yorkshire e Humbire, nord dell'Inghilterra.
Si è scoperto che chi abita sottovento rispetto all'impianto
ha un tasso di mortalità infantile anormalmente alto, con un dato pari al 9,6 per mille.
Mentre al contrario chi abita sopravento ha un tasso di mortalità dell'1 per mille.
L'inceneritore dei rifiuti solidi urbani di Kirklees produce energia elettrica che serve la zona
circostante. Il dimensionamento dell'impianto è praticamente lo stesso di quello che Enìa vuole
costruire a Parma, e già nel settembre del 2006 ci sono state forti preoccupazioni per una fuga di gas.
Dalla mappa allegata si evince chiaramente che la mortalità elevata risulta proprio essere
concentrata nel cono di emissione dell'impianto (nord-est).
Ancora una volta emerge chiaramente la responsabilità di questi impianti sulla salute dei cittadini
che abitano nella zona.
Cresce così anche la preoccupazione fra i cittadini di Parma, che abitano a pochi passi dal
costruendo impianto di Ugozzolo (4 km in linea d'aria da piazza Duomo) ma
in particolare per gli
abitanti dei comuni di Sorbolo e Mezzani, zone dove sarà indirizzato dai venti il fall out di fumi e
sostanze cancerogene.
Purtroppo anche la migliori tecnologie applicate, vedi il nuovo scandalo inglese, non garantiscono
la salubrità di questi impianti che aldilà delle qualità delle strutture sono di per sé produttori di
diossine e mille altre sostanze volatili e velenose come furani e nanoparticelle.
Parma è ancora in grado di fermarsi, prima che notizie come queste diventino la nostra realtà quotidiana.
Oppure possiamo accontentarci delle affermazioni azzardate e fuori luogo dell'assessore Sassi che
ritiene che una grigliata faccia peggio di un inceneritore? Sono affermazioni che un assessore
all'ambiente non si dovrebbe nemmeno sognare di dire, vista la delicatezza dell'argomento. Sono
affermazioni che meritano la richiesta di dimissioni, di chi sottovaluta ed anzi scherza sulla salute
dei suoi amministrati.
.: EFFETTI > SULLE DONNE :.
• + 76% Mortalità - per eventi cardiovascolari
per ogni incremento di 10 mcg/m3 di PM2.5
GRAVIDANZA:
• Le sostanze emesse possono provocare casi di malformazioni nei feti,
e un aumento dei nati femmina.
ALLATTAMENTO:
PCDD + PCDF NEL LATTE MATERNO
DATI DI LETTERATURA
range 3.5 - 15.2
CAMPIONE DI DONNA BRESCIANA
CONSUMATRICE DI PRODOTTI LOCALI
e RESIDENTE IN AREA CONTAMINATA
30
uno schema semplicissimo parla più di tante parole:
Campagna nazionale per la difesa del latte materno
Ambiente: Diossine In Latte Mamme, Abitano Presso Inceneritore
(ANSA) - PISTOIA, 27 GEN - Diossine sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale, localita' vicino a Pistoia dove e' presente un impianto di incenerimento dei rifiuti.
Lo rende noto il Comitato contro l'inceneritore di Montale che, spiega una nota, ''dopo
aver ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali''.
Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano in case situate nell'area di ricaduta dell'impianto.
Secondo il Comitato ''di particolare interesse e' stato il riscontro di Pcb che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell'Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che e' la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona''.
Il Comitato contro l'inceneritore ha anche evidenziato che ''le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle istituzioni circa la totale assenza di Pcb nelle emissioni dell'inceneritore trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire''.(ANSA).
tratto da • Yahoo Italia Notizie
http://it.notizie.yahoo.com/10/20100127/thl-ambiente-diossine-in-latte-mamme-abi-deebc83.html
Presentazione che mostra due scenari diversi sull’impatto che l’economia di Parma e provincia,
basata sull’eccellenza dei prodotti agro-alimentari,
potrebbe avere
in funzione di due differenti ed opposte strategie di gestione dei rifiuti.
.: Tre semplici motivi
per cui un inceneritore
non è una soluzione definitiva al problema rifiuti :.
1) L’incenerimento non fa sparire i rifiuti.
I rifiuti bruciati cambiano solo forma divenendo polveri sottili (i famosi PM di dimensioni inferiori ai 10), diossine, furani, PCB, metalli pesanti e ceneri residue. Gli inceneritori emettono più di 250 sostanze chimiche molte delle quali sono classificate dalla IARC come cancerogene. Il rispetto dei limiti di legge di tali emissioni non sempre è garanzia di salvaguardia della salute: si veda in proposito l’articolo “Termovalorizzatori e diossine, due o tre cose che so di loro” del Prof. Federico Valerio, responsabile del servizio di Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro.
2) Non si può mai prescindere da una discarica finale.
Al termine di un processo di combustione di rifiuti residua, circa il 30% del peso del rifiuto in ingresso, sotto forma di ceneri pesanti, che andranno stoccate in discarica(o in alternativa tenute lì, coperte da teli, nei pressi della tangenziale, dove sono ancora oggi quelle del Cornocchio ).
Oltre a queste ceneri ci saranno anche le polveri del filtro (cosiddette ceneri volanti, circa il 3% del rifiuto in ingresso) che sono altamente tossiche in quanto contengono quantità rilevanti di metalli pesanti (Zn, Pb, Cd, Cr ecc.) e che dovrebbero essere poste in discariche controllate. In realtà non si sa bene dove metterle… per ora i più le portano nella miniere di salgemma in Germania. Il Piano provinciale Gestione Rifiuti non precisa dove sorgerà la discarica necessaria a chiudere il ciclo ma afferma che ci sarà.
Esistono invece impianti a freddo (l’impianto di Vedelago ne è un esempio, che è già stato riprodotto in diverse regioni italiane, ma esistono impianti a freddo anche all'estero) che trattano sia materiale differenziato sia indifferenziato. Ciò che resta alla fine è direttamente proporzionale a quanto si differenzia, quindi più si fa una differenziata seria meno residuerà. Es. se si differenzia l’80% del rifiuto, l’impianto poi è in grado di trattare di nuovo l’80% circa di ciò che è residuato dalla differenziata. La percentuale minima che resta può tranquillamente essere messa in discarica in quanto non più putrescibile. Una cosa è la discarica di rifiuto tal quale, altra cosa è la discarica di rifiuto stabilizzato come sarebbe in questo caso. E comunque abbiamo visto prima che una discarica servirà anche con l’inceneritore.
3) L’incenerimento contrasta la raccolta differenziata.
Numerose esperienze dimostrano che alte percentuali di raccolta differenziata rendono antieconomico l’incenerimento. Brescia e lo scandaloso mega-inceneritore ne sono un esempio eclatante. Ma la logica stessa lo dice: meno differenzi più bruci.
Ci sarà un motivo se molti paesi al mondo stanno gradatamente dismettendo i numerosi inceneritori costruiti in passato?
Citiamo come esempio fra tutti il Giappone che contava nel 2000 1715 inceneritori, diventati 1680 nel 2001, 1490 nel 2002, 1396 nel 2003 (fonte Ministero dell’Ambiente Governo giapponese) a segnalare, chiaramente, un trend di allontanamento dalla politica di incenerimento ed una decisa sterzata verso la politica di riduzione, riuso e riciclo.
Siamo sicuri di voler far partire
un tipo di impianto che gli altri mandano in pensione?
CGCR TV - Le meraviglie dell'inceneritore di Bolzano
link x diffusione • http://www.youtube.com/watch?v=1RzQj5vRcmo